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L’appello al Voto di Gianni Fabbris

Elezioni Regionali di Basilicata: il mio voto è utile e, al tempo stesso, inutile.
BUON VOTO UTILE PER BASILICATAPOSSIBILE E INUTILE PER GLI ALTRI

E’ utile per gli uomini e le donne di Basilicata che tutti i giorni si svegliano colpiti da una crisi drammatica e hanno bisogno di chiarezza e inutile per i potenti che vorrebbero arruolarmi con l’elmetto in testa di una delle squadre responsabili di quel disastro.
Chiedere il voto per i potenti (o supposti tali) è colpevole. Se lo fa chi viene dai movimenti e dall’impegno civile, lo è doppiamente perché condanna i lucani al provincialismo ed alla subalternità.
Il provincialismo di chi ha deciso di morire di tattica, la subalternità di chi si mette a disposizione dei progetti dei potenti partecipando dello scontro fra di loro; la scorciatoia e il ricatto del voto utile sono nemici dei cittadini lucani ed è il segno della resa culturale e politica e la rinuncia all’autonomia.
Sento esprimere ancora oggi un argomento (flebile per la verità) per cui per impedire a una parte politica che sta gestendo il potere (Cinque Stelle, Centro sinistra o Centrodestra a trazione leghista) bisogna votare uno di questi contro l’altro. E’ chiaramente un argomento della propaganda messo in campo proprio dai potenti di turno: il voto utile, l’arma che (da sempre) cerca di schiacciare le esperienze autonome, le espressioni di pluralità e di democrazia chiamando al conformismo del potere. Un’arma con più facce perché fra i suoi profili ha, certamente, quello per cui chi lo sostiene, poi, potrà giustificare moralmente di ritrovarsi ministro, sottosegretario, assessore, consulente, presidente di qualcosa. In fondo, chi ha chiamato al voto utile potrà facilmente dire: “io non sono iscritto a quel partito ma ho dovuto sostenerlo con spirito di sacrificio ed ora devo assumermi le mie responsabilità!”
Personalmente considero argomenti come “bisogna votare i Cinquestelle per non far vincere la lega” come provinciali e subalterni. Perché subalterni è chiaro; il provincialismo viene dal non voler vedere che ovunque l’inutilità dei Cinquestelle e le loro promesse vuote stanno solo rafforzando la Lega. Esattamente come considero inutile l’argomento per cui “bisogna votare il centrosinistra per evitare che governi la destra” … vero, al contrario, è che, se questo dovesse accadere, la responsabilità sarebbe proprio nel fallimento del Centrosinistra e delle sue politiche reazionarie di questi anni.
La società lucana è ricca, viva, piena di iniziative culturali. Produce nel tempo una capacità straordinaria di resistenza per cui si può certamente dire che un alto indice di resilienza sia una delle chiavi che la distinguono e che le hanno permesso di arrivare fin qui nonostante il PD e il suo sistema di potere vecchio e il nuovo sistema di potere dell’asse Lega-Cinquestelle.
Mille battaglie, tante vertenze, tanta energia dal basso che ha bisogno di autonomia e non merita che qualcuno le svenda per questo o quel potente in nome di una valutazione tutta sua sul voto utile.
Io, come tanti altri e altre, siamo ostinatamente impegnati in questi anni a costruire il progetto che, dal basso, si nutre delle proposte e dei progetti che vengono da chi la resistenza la fa tutti i giorni nel convincimento che solo da li possa rinascere la speranza per il futuro della nostra comunità. E’ una strada difficile che ha bisogno di costanza, lavoro, impegno e che può vincere solo se il cemento che tiene insieme le nostre diversità sarà uno: l’autonomia del progetto.
Alle scorse regionali proponemmo la costruzione di una coalizione che chiamammo “Un’Altra Basilicata è Possibile”. Nonostante il grande impegno non fu possibile l’alleanza anche se mettemmo in campo la proposta più avanzata con un Candidato Presidente che era il prodotto del miglior impegno civile e del pensiero critico (ricordi, Michele?) e io come tanti altri decidemmo per il non voto piuttosto che cedere alle sirene di chi ci voleva intruppare nella battaglia del vecchio che resisteva contro il nuovo che avanzava. Facemmo bene: vecchi e nuovi hanno dimostrato la loro inutilità per gli interessi dei lucani.
Questa volta non sarà così. Per fortuna lo sforzo messo in campo, in mezzo a tante difficoltà, limiti e contraddizioni, ha prodotto la lista autonoma alternativa al Centrosinistra, al Centrodestra e oltre il Movimento Cinque Stelle come chiedevamo e speravamo.
Una lista che fonda la propria ragione d’essere sul progetto di lungo periodo, che punta a far vincere i movimenti e la società civile e non certo l’autonomia del politico, che non gioca sulla tattica ma sulla visione lunga.
Basilicata Possibile, guidata dal professore Valerio Tramutoli, è oggi la novità e la speranza dell’autonomia della società lucana e guarda a quello che accadrà dal 25 marzo chiamandosi fuori dai giochetti tattici.
A questo progetto io sto contribuendo e per questo progetto abbiamo messo in campo la nostra coerenza di movimento che non dice una cosa e poi ne fa un’altra mettendo a disposizione la candidatura di Katya Madio (portavoce del Comitato TerreJoniche) che è per noi il simbolo di come sia possibile oggi fare un percorso per cambiare davvero dal basso la condizione della Basilicata.
Katya, quando ha incontrato il Comitato TerreJOniche, era una delle tante e dei tanti schifati dalla politica, distanti. La lotta, la mobilitazione, il lavoro costante sul progetto la ha motivata e la ha portata ad assumere in prima persona la responsabilità della proposta in nome della sua comunità.
Io guardo a questo mondo, al mondo dei lucani che non votano perché schifati, che non sono cooptati dal potere, che non hanno una mentalità servile e nemmeno cedono al tatticismo del cosa conviene di più.
Per questo il mio voto sarà utile e sarà al tempo stesso inutile. Sarà utile per far vincere il progetto dell’autonomia sociale e sarà inutile per i progetti dei potenti.
Buon voto utile a Basilicata Possibile e inutile agli altri.