Report della prima riunione – Potenza 25 febbraio 2012

Gianni Fabbris legge la lettera appello che ha convocato la riunione (vedi) e propone questa modalità di svolgimento: 10 minuti di tempo per argomentare la proposta e 4 minuti di tempo per gli interventi. Questa modalità è funzionale agli obiettivi della riunione che, assumendo lo spunto offerto dall’invito ed i contributi della discussione) punta a riconvocare un incontro più articolato e con l’invito a partecipare a diverse altre realtà che non sono presenti oggi per tenere il confronto di merito sui contenuti e il metodo di lavoro in maniera inclusiva di tutte le componenti attive nelle iniziative sociali lucane.
Espresso l’accordo sul metodo dei presenti, Elena Prella del Comitato per la Difesa delle Terre Joniche prende le iscrizioni e gestisce i tempi degli interventi, Peppino di Bello redige il primo report dell’incontro, Fabbris introduce

Fabbris
obiettivo metterci insieme, lo dicevamo nell’appello, che vive nelle corde di chi ha organizzato la manifestazione di stamattina come di chi non c’era.
Dobbiamo trovare il metodo e gli obiettivi concreti per avanzare una proposta unitaria capace di stare di fronte alla classe dirigente che gestisce il potere in questa regione o “ci tengono fatti tutti quanti”.
Abbiamo l’obbligo di mettere insieme le nostre esperienze e di provare per una volta a darci obiettivi umili ma anche ambiziosi, che si facciano riconoscere dai Lucani che non hanno punti di riferimento e sono maledettamente chiusi dentro la possibilità di ritrovare un interlocutore che permetta di avere qualche risposta.
La crisi è ambientale, territoriale, economica, sociale, di salute e di democrazia se osservata dal punto di vista dei cittadini che non trovano le condizioni per contare davvero. Una crisi che non si risolve: mentre i cittadini ne pagano i prezzi qualcuno si sta ingrassando grazie a questa crisi. Ognuno di noi sa cosa abbia prodotto questa crisi, lo sa perchè nei tanti luoghi in cui resistiamo abbiamo imparato ad analizzare i suoi devastanti effetti ed ognuno di noi, dalla sua trincea di resistenza, ha prodotto proposte e avanzato soluzioni; quello che dobbiamo assumere è il dato che chi questa crisi la sta gestendo ha tutto l’interesse di lasciarla aperta, che per garantirsi questo obiettivo dispiega una forza globale impressionante e che le singole proposte e lotte settoriali non bastano a superare il problema.
Nessuno di noi ha bisogno di avere e dare lezioni, ognuno ha un percorso, ha un iniziativa in campo, si è misurato con le proposte. Proprio in nome di queste tante ricchezze serve fare una proposta concreta e collettiva chesuperi i nostri limiti evidenti e avanzi una visione capace di unire gli interessi di quanti subiscono gli effetti della crisi nella nostra regione.
Per farlo, io sono poco interessato a fare un coordinamenti di sigle o “intergruppi”, che ci condannerebbe all’ennesimo fallimento;credo che, invece, abbiamo bisogno di proposte di merito e di pratiche da mettere in campo, dobbiamo avere la presunzione di riuscire a parlare agli uomini ed alle donne di questo territorio e non solo a noi stessi.
Proponiamo di avviare una rete che lavori ad una vertenza generale per l’Altra Basilicata Possibile e che promuova una vertenza generale che sappia tenere insieme le alternative alla crisi sia economica, che sociale, che ambientale e di democrazia. Una vertenza che si “faccia popolo” per conquistare l’agenda della politica, sfidi la classe dirigente regionale, conquisti i tavoli in cui far valere i bisogni dei cittadini e della nostra terra. Una rete che, rispettando le autonomie di tutti, si muova attorno ad alcuni punti comuni sia di obiettivi che di pratiche e che serva a tutte le realtà che la vorranno comporre per rafforzarsi confrontandosi ma, soprattutto, serva ai tanti uomini e donne di Basilicata chiamati a scendere in campo direttamente come unica soluzione per invertire il destino segnato .Chi accetta questa proposta ci faccia sapere se intende condividere questo percorso. Concretamente proponiamo di riconvocarci sulla base dello stesso documento che ci ha portati qui, sostituendo la mia firma a nome di Altragricoltura e Comitato TerreJoniche con quelle di tutti noi per tenere una giornata intera di lavoro invitando i molti che qui non ci sono.
Ulderico Pesce
Rispetto alla proposta che fa Gianni, un movimento che metta assieme tutte le associazioni io sento però che il problema principale da affrontare subito dopo la manifestazione sul petrolio è di un altro tipo. Tutta la regione si difende da una aggressione ambientale fenice, val basento, val d’agri ecc ecc. però sento che l’aria che è meno rappresentata è quella petrolifera, quell’area oltre ad avere un problema di natura ambientale è quella che può avere prospettive di sviluppo. Se io penso che quella è l’aria dove si estraggono 100.000 barili al giorno questi benefici se li tiene qualcuno e non dà il beneficio per nessuno. Occorre costituire un gruppo di lavoro che si occupa di petrolio, mi è capitato di andare in giro con il camper OLA e mi è parso che quel tipo di confronto sia necessario, fonderei un movimento che appartenga all’area val d’agri che difenda quella zona affinchè questa associazione possa sedersi al tavolo delle trattative, con ENI Total e con i tavoli istituzionali. Modello sindacale di un tempo che siamo capaci di intercettare le volontà di un luogo senza cose calate dall’alto e come ho paura della politica. Ho paura e questa paura mi si può cancellare solo se facciamo un lavoro sul territorio e mi auguro che questa sia la premessa primaria altrimenti avremmo questo problema sempre un movimento che riguardi il petrolio e la val d’agri che vada a combattere sui tavoli, h2s royalty ecc.
Dobbiamo riuscire a riunirci e pensare cosa vogliamo spero tanto che a breve nasca prima della rete di tutti i movimenti , una seria cellula strutturata sulla cellula petrolifera.
ANTONIO ROMANO (Ribelli web)
10 anni fa è stato siglato il patto val d’agri oggi credo sia il tempo di chiedere il conto cosa e come sono stati spesi i soldi, in questo ventennio di governo di centro sinistra bisogna aprire una vertenza petrolio, come mai solo per quei trenta comuni il patto val d’agri. La vertenza petrolifera è al centro delle problematiche di questa regione.i punti sono semplicissimi, i giovani al centro di questa vertenza, la politica per la casa, totalmente abbandonata dal governo di centro sinistra, dove è finita la politica della casa. Poitiche vere non false giovani coppie e diritto della casa. Occorre dire qualcosa sullo statuto Regionale è la carta costituzionale di questa regione, mettiamo al centro di questo statuto quello che dobbiamo fare il sostegno delle fasce deboli e le risorse che ci sono bisogna trovarli
PEPPINO DI BELLO
Manca il report dell’intervento (Peppino scriveva e nessuno lo ha sostituito, appena lo manda lo integriamo)
ROSA FORTUNATO (LOCOMOTIVA della Val d’Agri)
Siamo un coordinamento delle associazioni della valle, ci occupavamo di acqua, onda rosa, ecc mettersi insieme non è facile, abbiamo discusso per molto tempo i punti da mettere nello statuto. Siamo stati per molto tempo quali punti da mettere nello statuto. La moratoria, il primo punto, la strategia vigente il secondo punto. Libera ci appoggia al momento stiamo facendo piccoli passi far fare il passo in avanti, ci conoscono molti ma la visibilità mediatica non c’è. Il mondo mediatico non fa si che noi usciamo fuori la difficoltà maggiore è questa. Spesso si perdono dei pezzi per strada, per far si che la proposta possa diventare concreta ci vuole una metodologia completa se l’obiettivo è arrivare a chi ci governa il popolo chiede qualcos’altro occorre capire su come darci visibilità.
Comitato mille per Taranto
sono a Potenza perché siamo interessati alle vostre lotte, Taranto è la città che ha il maggior numero di associazioni che si occupa di ambiente ognuno di noi se non ci fossero problematiche ambientali starebbe con la propria famiglia. Metodo e governance per essere concreti, proposta iniziale ottima quale governance che deve coordinare tutto. A Taranto c’erano grandi associazioni però propongo che devono esserci prima gli obiettivi comuni, un programma di massima, la governance la cosa che noi vogliamo a voce di tutti o siamo solo a parlare per tutti. Democrazia dal basso, noi dobbiamo fare la pressione popolare, se un associazione ci deve essere deve esserci la presenza fisica oggi dobbiamo vedere se c’è o meno questa popolazione. Deve esserci un risultato evidente, oggi abbiamo delle cause il problema è della magistratura, ci si può vincere se ci sono le pressioni popolari. L’invito è a partecipare, sta a noi riprenderci questo territorio e questo è possibile.
Luciano  Castrignano (rete studenti medi)
sottoscrivo l’appello, condivido i punti portati avanti e semplicemente facendo un intervento breve capire quanti siamo e poi metterci a lavorare per andare avanti. Ci riuniremo per capire quali sono le nostre proposte complete bisogna guardare al futuro al diritto allo studio. Per il momento dico che le nostre proposte arriveranno e aspettiamo di conoscere la prossima riunione.
Gaetano Fortunato (agricoltore metapontino)
ho subito e continuo a subire; c’è un problema di natura economica e di povertà in questa regione cresce la povertà tutto quel poco che c’era in passato è andato distrutto. E’ un problema di natura regionale che sta facendo sempre più vittime ed emigrazione. Tanta gente è scontenta del potere, vogliono sperimentare, vogliono spingere, una classe politica che non serve, che va processata per il male che sta producendo a questa regione.
Dall’altra parte c’è un tavolo che sta riunendo sulla questione dei benefici i tanti servitori del potere, i tanti sciacalli, da una parte c’è chi vorrebbe spingere per avere più strutture sociali e sostegni mai prima d’ora la gente è stata così mortificata. Questa classe politica sta rappresentando il peggio del peggio. A breve ci sarà un convegno sulla questione del petrolio a Matera, quando si parla di corruzione in Basilicata si deve parlare di mala politica. Anche il metapontino è un esempio in tal senso, non mi stancherò mai di dire facciamo in modo di dire quello che pensiamo e mandiamo a casa la politica che ci governa.
GIOVANNI SAMELA (CENTO COMUNI)
Ci tengono fatti, la situazione attuale è questa al momento non creiamo problema a chi ci governa, spesso ci dividiamo anche su come ci organizziamo oggi questa sera dobbiamo stare al merito relativamente, occorre parlare di metodo. Dal punto di vista del metodo sono daccordo con la proposta di Fabbris, tra un po’ ci incontriamo e parliamo di merito, ovviamente ho sentito qualcosa e qualche perplessità ce l’ho, la Val D’Agri si è organizzata è chiaro che è troppo poco ci tengono fatti e facilmente ci sbaragliano. Occorre andare oltre la Val d’Agri noi stessi come associazione tentiamo di combattere contro L’ENI molto spesso sia i nostri concittadini, sia i sindaci sognano di fare i petrolieri. Viene messa al primo posto le estrazioni petrolifere per le royalty. Oggi è stata una bella giornata complimenti a chi l’ha organizzata. Lavorare insieme ed essere forti. Come si fa a parlare di agricoltura di qualità i fagioli di sarconi se si fossero chiamati fagioli della val d’agri non n è si sarebbero venduti. Il messaggio che lancio, l’appuntamento di maggio è importante, dove portiamo l’intera Basilicata.
 ULDERICO PESCE
Quello che serve è un sistema che rafforzi chi rapprensenta i cittadini contro il sistema petrolio.
MIKO SOMMA (Comunità lucana movimento no oil)
Faccio il cattivo per natura, al di là della manifestazione di oggi caro Ulderico nel 2008 ho organizzato la manifestazione davanti alla regione ma non è successo niente, non siamo una posizione di indignati siamo una popolazione di gente con il mal di pancia. L’avallo delle filiere locali sulla votazione è chiara ed inequivocabile, ascolto prima chi sul territorio ha sviluppato criticità altre rispetto a chi governa. Il decreto liberalizzazioni portano in campo ministeriale cosa era di carattere governativo fino all’altro ieri. Il problema è questo non c’è solo petrolio le tangenti e royalty sono già oggi nel sistema di governo di questa regione, il petrolio è competenza dello stato non della regione. Le accise pagano già allo stato le royalty non si possono fare al 50% è impossibile. Devo toccare il problema della politica: c’è poco da fare se il territorio si esprime in questo modo. La problematica è vasta, mettere insieme tre vertenze, pochi anni fa abbiamo fatto 5.000 firme sulla vertenza ambiente Basilicata e non è successo niente. Ieri stavo a Lavello non c’erano le persone. L’obiettivo a cosa dobbiamo arrivare, non voglio arrivare ad una regione dove è al centro delle cose. Santarsiero ha detto che possiamo entrare in joint venture nel business petrolio. Questi continueranno a fare tutto quello che vogliono là dentro. Anche una mobilitazione continua chi la fa questa mobilitazione? Chi conta su queste decisione?? anche su un paese, il progetto non è che cosa fa le associazioni, cosa facciamo con la politica?? la politica riguarda lo stare del cittadino nella società.
 FABBRIS
Ci stai o meno sul documento Miko?
Miko Somma
La proposta sta benissimo ma per costruire un momento del genere vediamo chi siamo per capire come.
 FABBRIS
ho fatto una proposta qui c’è una piccola parte dei lucani, la prima cosa da evitare è la presunzione che rappresentiamo il mondo.
Oggi mi arriva una comunicazione da palazzo san gervasio dicono di condividere l’appello. Questa è una proposta in campo ognuno per le proprie osservazioni di provare ad incontrarci. Non per dire la mia proposta è meglio della tua, mettere in piedi una proposta per tutti . Vi prego di esprirmervi per convocare una giornata di lavoro da qualche parte sulla base di una proposta più concreta.
PESCE ULDERICO
Siamo a fare le proposte di merito, dobbiamo dire che ci incontriamo a maggio e vediamo quali sono i punti di intesa.
FABBRIS
Lo diceva chi è intervenuto per l’associazione di Taranto “chi fa la discussione? Chi decide quali sono i punti importanti?”, io ho fatto una proposta di metodo per trovarci e discutere, li magari decidiamo tutti insieme che la val d’agri sia il centro del problema. La nostra proposta è semplice sulla base di quell’appello, Libera è una delle associazioni che non c’era alla Manifestazione di stamattina ma stasera è qui come altri potrebbero e dovrebbero essere coinvolti nella discussione e nelle decisioni, ognuno di noi vuole entrare nel merito dei problemi, ma oggi si discute di metodo, delimitiamo il campo in cui è possibile fare un ragionamento per decidere come discuterne tutti insieme. Ci state a convocare una riunione tutti insieme tra 10 giorni?? Gaetano Fortunato contadino che sta x chiudere viene qui a parlare di petrolio, io vorrei che qui ci fosse anche l’operaio della FIAT di Melfi o chi fa le lotte a Palazzo San Gervasio per i diritti dei migranti . Ci possiamo provare??
ANNA MARIA PALERMO (Libera)
Mi pare che anche tra le persone che hanno aderito alla manifestazione ci sia la consapevolezza del limite e della difficoltà di intercettare tutte le vertenze in piedi sul territorio (del resto questo è stato un limite proprio della manifestazione di stamattina). Ci sono stati tentativi di mettere insieme tutti questi movimenti, siamo tutti molto autoreferenziali, siamo schiacciati sulle sigle e non sulla costanza della militanza e della lotta sul territorio. Libera nasce come associazione di associazioni possiamo avere forza dal punto di vista della visibilità ma i punti che portiamo legalità se non hai un lavoro quotidiano sul territorio stiamo provando ad avere delle gambe. Stiamo provando a strutturarci piuttosto dire che libera basilicata aderisce a questa cosa come faccio a dire si o no rischiamo di mettere delle sigle come x esempio Libera vuole mettere il bollino in un modo o nell’altro.
La proposta è cerchiamo di lavorare quotidianamente sulle specificità ed insieme ma ti chiederei di non uscire con una serie di sigle ma di convocare di nuovo la prossima riunione come comitato terre ioniche e poi contattiamo tutte le vertenze del territorio.
Sui Generis
parlo a nome mio dovremmo fare un passo indietro e parlare come donne e uomini, noi non abbiamo nessuna vertenza come movimento delle associazioni da anni viene utilizzato il termine giovani per prendere per il culo. Con questa storia dei giovani siamo diventati vecchi, non abbiamo alzato le mani x dire si ai pozzi di petrolio, non abbiamo detto si per nessuna delle porcherie che avvengono in basilicata.
Sono uno di quei giovani che ha iniziato ad occuparsi di queste cose senza vincere una sola battaglia, abbiamo una visione però quella che dobbiamo stare insieme. Non voglio però che qualcuno debba rappresentarmi senza farlo. Tutto quello che accade deve essere deciso da una rappresentanza democratica, quale sia la forma non mi interessa, c’è una partita io sono interessato, mi sembrate tutti più grandi di me. In dieci anni sto sentendo parlare tutti ma non trovo una sintesi, le cose che dite sono tutte giuste ma bisogna avere il coraggio di stare insieme e creare alternativa. Non sappiamo dove mettere le crocette, diamoci noi l’alternativa. E’ falso dire che non rappresentiamo tutti. Siamo pochi in Basilicata e credo che bisogna andare avanti, rendiamoci conto che le prossime una forza unica deve rappresentarci.
FABRIZIO ZAMPAGNI – bonus benzina no grazie
movimento da pochi uomini offesi dal bonus benzina. Tre funzioni ha il bonus, distrarre sui temi ambiente, distrarre sulla questione speculazione, l’appello di Fabbris se è su questi due punti della frammentazione va bene. E’ una piaga la frammentazione è una piaga, che ci allontana dalla popolazione.
Siamo andati a parlare di una cosa concreta, il bonus puntiamo ad un referendum l. 40/1985 se non riusciamo a raccogliere 10.000 card dove andiamo per porre un problema sulla gestione della ricchezza. La Basilicata non è una Regione povera, bisogna puntare ad una lista regionale. I nostri giovani 40 persone che devono rappresentare la regione.
DARIO CALABRIA
Vengo da Reggio Calabria rete difesa del territorio quello che sto vedendo come abbozzo di fare qui, la rete nostra rete è nata a valle della manifestazione sulla nave dei veleni ad amantea. Si sente il bisogno di riunirci su tematiche ambientali, arrivo al punto, siamo alla consapevolezza che serve il conflitto. Non si può ottenere qualcosa che qualcuno ci fa sedere ad un tavolo ed accetta le nostre istanze. La lotta l’abbiamo declinata il 2 gennaio bloccando una discarica, siamo in commissariamento per l’emergenza ambientale. Il nostro presidente pur sapendo di essere commissariato da 15 anni ha preso i rifiuti delle Campania. Abbiamo chiamato a raccolta delle persone a luglio ci siamo divisi su tavoli tematici ed abbiamo tirato fuori delle proposte che sono confluite in una piattaforma. Noi rappresentiamo delle persone che hanno capito che occorreva mettersi insieme. Il grido MO’ basta lo gridiamo da tempo. Veolià gestisce in Calabria acqua e rifiuti siamo in surplus in produzione di energia, non vogliamo altre centrali. Per arrivare a quello che ho sentito qui.non è un problema regionale è un problema politico come capitalismo non chiudetevi in un ottica localistica
ROCCO ROMANIELLO
sono agriocoltore, azienda agricola comprata da me, costretto a mettere punto vendita per vendere il prodotto. Molte volte non si sa che l’agricoltore non ha il tempo di fare niente. Lo sfascio dell’Italia che non hai battuto lo scontrino??? la situazione non è determinata dal piccolo ma di quello che succede nel piccolo qui c’è qualcosa che non va.
Sono qui perché ho visto Fabbris agricoltore capisco lui, voglio dire vediamoci e cerchiamo di unirci questa regione è un colabrodo c’è l’imbarazzo della scelta per gli argomenti che dobbiamo mettere dentro.
Potremmo avvicinarci a questi, questo sarebbe cosa penserebbe la gente se vedono che ci stiamo unendo.
UN SUGGERIMENTO DEL GRUPPO DI TARANTO
E’ necessario firmare questo documento iniziale aperto a tutti, il prossimo incontro è sul merito e sul metodo.
FABBRIS
proposta finale, lasciate una mail qui. Sono abituato a lavorare su quello su cui siamo daccordo. Quando abbiamo fatto il Genova social Forum ci abbiamo lavorato un anno per trovare i punti comuni. Noi un anno non ce l’abbiamo, troviamo 3 cose che ci tengono insieme.
Per farlo, concretamente, partiamo dal documento che convocava la riunione di oggi come avete detto anche voi. Non aggiungiamo le firme di tutti i presenti (che hanno tutti detto si all’idea di ritrovarci) come ha proposto Annamaria Palermo per evitare forzature ulteriori ma lavoriamo a coinvolgere quante più realtà sarà possibile.
Chi era qui ha detto che ci sta a lavorare. Facciamo il report con tutte le cose che sono state dette e tutte vengono assunte come spunti di lavoro, non abbiamo bisogno di fare forzature.
Lavoriamo tutti insieme darci una domenica dalla mattina al pomeriggio inoltrato.
All’oggetto mettiamo la Nascita e la costruzione della vertenza per un’Altra Basilicata possibile, ci ritroviamo di qui a 15 giorni tutti insieme per fare un documento in cui mettiamo insieme la risposta alla crisi economica sociale e ambientale per lavorare a quest’appuntamento meno improvvisato avanzando proposte più articolate.
L’obiettivo di oggi era dirci ci stiamo o non ci stiamo ad avviare un percorso mi pare che tutti abbiamo detto di starci. Sono anni che ci tengono già fatti se questi 15 giorni davanti a noi con intelligenza ci impegniamo a favorire questo passaggio. Ci aspettiamo che tutti lavorino per fare questo passo avanti. Arricchiamo l’elemento del confronto tra di noi, ogni passo in più è un successo ogni passo in meno una sconfitta.

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